sabato 21 luglio 2018
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Serie B, corsa all'iscrizione: pessimismo dilagante a Bari e Cesena
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Sul calendario delle ventidue società del campionato di Serie B (venti sono certe, le altre due verranno fuori dagli spareggi Frosinone-Palermo e Siena-Cosenza), due date sono cerchiate in rosso: il 26 e il 30 giugno. Entro la prima vanno pagate le ultime tre mensilità e versati i contributi ai tesserati; entro la seconda bisogna presentare l'iscrizione al campionato corredata di fideiussione da 800 mila euro.

Oltrepassare il termine ultimo del 30 giugno significa avvicinarsi alla mancata iscrizione e, dunque, al fallimento. L'Avellino procederà regolarmente all'iscrizione, nonostante le difficoltà incontrate da Walter Taccone nel reperire un nuovo socio. A rischiare grosso, invece, sono il Bari e il Cesena.

Bari - L'assemblea dei soci indetta ieri pomeriggio, indispensabile per provvedere alla ricapitalizzazione per circa 4.6 milioni di euro, è terminato con un nulla di fatto e la "promessa" di riparlarne tra quindici giorni, ovvero in concomitanza con la fatidica data del 30 giugno. La faida interna tra il presidente Cosmo Giancaspro e il socio di minoranza Gianluca Paparesta non aiuta e aggrava ulteriormente la situazione. Inoltre emergono cifre assurde che riguardano il biennio di "Giancaspro patron", chiuso con una perdita di oltre 16 milioni di euro. Paparesta ha fatto sapere di essere pronto a ricapitalizzare, così facendo tornerebbe proprietario del club dopo averlo perso due estati fa, in seguito al teatrino finito male con il malese Noordin, rivelatosi clamoroso bluff più che tycoon pronto ad investire milioni di euro. Ad oggi, però, la situazione è particolarmente drammatica e il pessimismo dilaga. Ben che vada il Bari dovrebbe ricevere una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato. Altrimenti ripartirà dalla Serie D.

Cesena - Nessuna guerra tra soci a Cesena, ma la necessità di una risposta in tempi brevi dall'Agenzia delle Entrate che deve valutare il piano di ristrutturazione del debito che il club romagnolo ha contratto nei confronti dell'Erario, pari a 32 milioni di euro. L'obiettivo è di scendere a 20 milioni con una rateizzazione ventennale che porterebbe al ripianamento del debito. Tutto, però, tace e a Cesena si prevede una corsa contro il tempo per provvedere all'iscrizione al campionato. Senza l'ok dall'Agenzia delle Entrate per i romagnoli sarebbe impossibile fare fronte ai pagamenti nei confronti dei tesserati e chiedere la fideiussione di 800 mila euro alle banche. Non è da escludersi, dunque, che si possa procedere alla definitiva uscita di scena del Cesena, che ripartirebbe dai dilettanti.
(sabato 16 giugno 2018 alle 11:58)
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